Questa è una sentenza e non è un’opinione

C’è una sentenza del Tribunale di Parma che condanna un noto regista (Walter Le Moli) colpevole di abusi e violenze sessuali ai danni di giovani attrici e il Teatrodue di Parma perché non poteva non sapere. (Teatro che lui ha cofondato, diretto per anni e dove per anni ha lavorato).

1. Questa è una sentenza e non è un’opinione.

2. La mia opinione è che davanti a un fatto così grave, non solo per la comunità teatrale, ma per l’intera società civile, la direzione del teatro in blocco, fosse anche totalmente innocente e all’oscuro dei fatti, chiede scusa e si dimette. Senza se e senza ma. Non è il presunto “non sapere” l’argomento in questione. (Facciamo anche finta che nessuno sapesse nulla). Non è quello il centro del discorso. Il centro del discorso sono le vittime, qualcuna che alza la mano e dice “Io ho avuto un grave problema con il modo in cui il potere è stato gestito da questo signore. Ho subito abusi morali e fisici. Voi siete responsabili. Dirigete questa baracca e siete comunque responsabili nel bene e nel male. Anche se siete brave persone, anche se di abuso voi non ne avete fatti mai.”

È la grande responsabilità che ogni direzione porta con sé sia nel momento in cui gode dei suoi trionfi sia nel momento in cui deve vigilare sul lavoro e la condotta del suo team e soprattutto sulla gestione del potere.

3. L’unica solidarietà possibile e incondizionata va espressa verso le vittime di abuso. E con forza. E verso le associazioni che sono state al fianco delle vittime. Tutti gli altri ragionamenti e appelli e ipotesi distolgono vigliaccamente dal centro del discorso. Il resto è silenzio, esame di coscienza e assunzione delle conseguenze di una vicenda brutta e sporchissima.